Arca della Misericordia per i bambini del Congo

da | 23 Dic 2024 | Eventi

Arca della Misericordia per i bambini del Congo. L’Arca della Misericordia, ha da sempre desiderato fare qualcosa per l’Africa. L’occasione è arrivata con Pacifique, un ragazzo del Congo che a causa di varie traversie si è trovato ad avere bisogno di essere accolto all’Arca. Pacifique ha trascorso circa tre anni da noi, si è laureato in scienze dell’educazione e si è sposato con una polacca. Ora vive con la moglie a Varsavia e ha due splendidi bambini. Siamo sempre rimasti in contatto anche perché Pacifique ha profondamente amato e capito l’Arca. C’è vissuto dentro e ha visto le battaglie le conquiste ma anche le sconfitte che hanno accompagnato la nostra vita; sempre mi ripete che condivide i valori dell’ Arca. Spesso mi ha parlato, con nostalgia e al tempo stesso con dispiacere del suo paese di origine il Congo, e delle difficoltà che deve sempre affrontare.

Di tanto in tanto veniva fuori il discorso di portare l’Arca in Congo, un sogno , bello ma pur sempre un sogno. Qualche mese fa’ l’ho contattato e gli ho espresso il desiderio di provare a realizzare il nostro sogno , buttandoci in questa avventura.. Cosa mi abbia spinto non lo so spiegare, non c’è stato un episodio un motivo particolare nulla di tutto ciò. Con Pacifique abbiamo concordato che avremmo pregato per questo, affidando il progetto al Signore. Nel frattempo come sempre ne ho parlato con Rina e Carla, io ero titubante, invece loro come sempre hanno condiviso e capito subito il progetto.

Nel frattempo Pacifique è partito in quarta era come se avesse già il progetto in testa era solo da metterlo sulla carta e realizzarlo. Da subito ha avuto le idee chiare e la cosa che mi ha stupito di più è stata quella che ha ripetuto più volte di costruire sì qualcosa in Congo ma di farlo sempre e solo secondo i valori dell’Arca. Abbiamo individuato i bambini come target, perché in Congo, come in tutta l’Africa sono tanti e poveri. In particolare abbiamo pensato di puntare sull’istruzione quindi sulla scuola, fornendo però sia ai bambini che alle famiglie il sostentamento necessario per vivere.

Pacifique conosce due ragazzi di Bukavu, la sua città di origine, che ritiene siano in grado di gestire il progetto. Tutto sarà sempre sotto la sua supervisione. Quindi se tutto và bene a Dio piacendo sarà a Bukavu la nostra ” missione” africana. Che dire iniziamo questa avventura con tanta trepidazione ed emozione sperando di aiutare più bambini e famiglie possibili.

Il Preventivo dei costi dell’intervento

I costi dell’intero progetto sono 3000 euro, un traguardo non impossibile anche se nella economia congolese rappresentano una cifra importante

E’ importante notare che la paga scolastica per i bambini copre circa il 50% dei costi complessivi, ma che cosa rappresenta?. A Bukavu le famiglie poco abbienti non mandano a studiare i propri figli ma sono costretti a farli lavorare per mantenere la famiglia; in questo modo i bambini sono destinati ad essere quasi analfabeti senza un reale futuro; ora per convincere i genitori dei bambini protagonisti dell’intervento formativo bisogna assicurare loro il mancato ricavo; e ogni bambino, in un trimestre, concorre alle entrate della famiglia con circa 50 euro

Per raccogliere questi fondi non possiamo fare altro che appellarci al vostro cuore e alla vostra generosità. Se volete e potete aiutarci queste sono le nostre coordinate bancarie; se farete un bonifico Vi preghiamo di indicare come causale bimbi Bukavu

BANCA INTESA SANPAOLO
IT96H0306909606100000151407

Bukavu (il luogo del progetto)

Bukavu è una città della Repubblica Democratica del Congo, capoluogo della provincia del Kivu Sud. Ha una popolazione di circa 806,940 abitanti. Situata sulla riva ovest del Lago Kivu, è sede di un aeroporto ed è amministrativamente suddivisa in 4 comuni: Bagira, Ibanda, Kadutu e Kasha. 

Si trova nell’Est del paese al confine con il Burundi: non è zona di guerra ma, malauguratamente, nemmeno una zona di pace

Pacifique Muzusa Badesiré

Pacifique nasce a Bukavu (RD del Congo) il 18 febbraio del 1989. Passa alcuni anni in Italia come ospite dell’Arca della Misericordia; successivamente si trasferisce in Polonia dove oggi svolge un’attività di marketing per un’importante impresa polacca di import/export. A Varsavia, dove oggi vive, conosce la sua futura consorte nonché madre dei suoi due piccoli figli

Obiettivo Raggiunto

In sole due settimane l’obbiettivo dei 3000 euro è stato raggiunto, anzi superato di 500 e questo grazie alla grande genrosità di molti dei quli ci eravamo rivolti per chiedere un aiuto.

Graize a tutti quelli che ci sostengono.

Roberta Brasa

 

In Congo è guerra!

Violenti combattimenti sono in corso il 27 gennaio a Goma, capoluogo della provincia orientale del Nord Kivu, tra l’esercito congolese da una parte e i ribelli dell’M23 affiancati dai soldati ruandesi dall’altra, entrati in città il giorno prima.

“Goma sta per cadere”, ha affermato la mattina del 27 gennaio a Bruxelles il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot, condannando con forza l’offensiva militare.

I miliziani dell’M23 (Movimento 23 marzo) e, secondo le Nazioni Unite, più di 3.500 soldati ruandesi sono entrati il 26 gennaio a Goma, sotto assedio da diversi giorni.

Bukavu è a 100 km circa a sud. Questi ribelli sono finanziati dal vicino Ruanda ma dietro al Ruanda ci sono gli interessi di grandi paesi (Usa, Francia e Belgio), interessi rivolti alle preziose materie prime del Congo (Coltan in primis).

 

Tutto questo ovviamente non è un bene e soprattutto non lo è per il nostro progetto; stiamo seguendo l’evolversi del conflitto attraverso Pacifique che ha una linea diretta con Bukavu dove pare siano entrati i ribelli. Se volete ascoltate l’audio di Pacifique che descrive la situazione a 6 giorni fa. Ascoltate le parole di Pacifique, parole cariche di ansia per le sorti del suo paese

https://arcadellamisericordia.com/audio/PacifiqueGuerra.mp3

se volete leggete questo articolo

Riportiamo di seguito alcune amare considerazioni che ci ha comunicato Pacifique
che avendo parenti e amici sia a Goma che a Bukavu è per certi versi il nostro inviato spciale.

 


Goma, un cimitero a cielo aperto!

Goma è una delle grandi città economica del paese, situato nella provincia del Nord-Kivu, all’Est ed in frontiera con il Ruanda. Oggi 5 febbraio 2025, mi riferisco alle testimonianze dei miei familiari ed amici che vivono rispettivamente a Bukavu e Goma.

A Bukavu, la situation sembra tranquilla, gli uffici e le scuole aprono, la gente va alle proprie attività. Insomma tutto funziona normalmente. Però, regna una grande paura dell’insicurezza, il popolo non è del tutto sereno visto che il nemico M23 è presente a Minova, a circa 170 km della città di Bukavu. Secondo l’amministrazione locale de Sud-Kivu, tutte le misure di sicurezza sono messe in gioco per proteggere la popolazione. C’è una grande sensibilizzazione per denunciare ogni caso sospetto. Il Governatore Prof. J.J. Purusi ha anche messo a disposizione un numero verde. Si può vedere anche una grande mobilizzazione dell’esercito congolese.

Invece Goma è diventato un cimitero a cielo aperto!

Da domenica 26 gennaio 2025, la città di Goma è caduta completamente nel controllo dei ribelli-terroristi M23 sostenuti dal Ruanda (esercito e finanziamento). Secondo il governo congolese, è difficile valutare in concreto i danni causati da questa guerra poiché per il momento la città non è sotto controllo. Secondo la Croce Rossa, che ha seppellito ieri 4 febbraio 2025 gli ultimi morti neanche in presenza di familiari, solo nella città di Goma si sono registrati più di 1.000 morti, circa 3.500 feriti e 400.000 rifugiati interni.

La città è isolata e gli aiuti umanitari non possono entrare, gli ospedali sono  senza medicine e la quantità dei medici è bassa rispettto ai tantii bisogni urgenti. Dalle testimonianze individuali degli abitanti sul posto, le armi e le bombe non si sentono come prima. La situazione adesso è caotica e terrificante, tutto è stato distrutto. Il trauma si fa sentire in tutti i sensi. Le bombe sono cadute sulle case e hanno consumato e seppellito famiglie intere.

Ora si può uscire da casa però con diffidenza e con massima misura di protezione.

A Goma si patisce la fame. Una città che forniva cibo alla città vicina di Bukavu ed altri territori, in solo una settimana la gente muore di fame. Ad esempio, 1 kg di patate o fagioli costa 3 o 4 volte dì più rispetto a prima perché non ce n’è per tutti.

La popolazione di Goma assiste a scene orrende

La sera, è successo anche in giornata nei quartieri popolari, i delinquenti armati entrano in casa, rubano e stuprano le donne, pure davanti ai propri familiari (i bambini sono traumatizzati).

Rd Congo, aumentano le violenze contro le donne nell'est | Rivista Africa

Si osservano i ribelli di M23 e militari ruandesi inclusi, ci sono dei video ripresi dalle persone chiuse in casa oppure dal piano sopra, forzano o distruggono le porte delle banche e rubano soldi. Lo stesso per alcune aziende di lusso e depositi alimentari. Fanno scendere la gente dalla macchina, prendono le chiavi e se ne vanno con la macchina in una destinazione incognita.

Tanti altri fatti negativi che non riportiamo qui…

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Nella sua dichiarazione durante la prima conferenza stampa, dopo la presa di Goma, il rappresentante di AFC-M23 Corneille Nangaa  (nella foto) ha detto: “abbiamo risposto al grido del popolo che ha tanto sofferto dalla cattiva gestione del governo irresponsabile di Kinshasa. Ora li abbiamo cacciati via e portiamo la pace!” Tutt’ora è il contrario, anzi la situazione è peggiorata. AFC-M23 ha comunicato chiaramente il proprio obiettivo: prendere Kinshasha con l’uso delle armi.

 

Dal canto suo, il Presidente della R.D.Congo, Félix Antoine Tchisekedi, ha dichiarato nel suo messaggio alla Nazione che “è in corso una risposta vigorosa e sistematica” facendo allusione alla caccia dei terroristi.

Quindi si capisce che la guerra non è ancora cominciata, è solo all’inizio.

30 Anni di Guerra  detta anche “la prima guerra africana”

Per capire bene questa problematica consiglio di leggere i libri dello scrittore CHARLES ONANA (adesso perseguitato per avere denunciato la verità). Il popolo congolese è vittima di una guerra ingiusta. I morti di Goma si aggiungono a quelli precedenti, più di 7 milioni di cui la metà sono donne e bambini. Inoltre 500.000 donne abusate, secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite. Dal 1996 ad oggi, la narrazione su questa guerra è cambiata considerevolmente. Oggi, nel 2025 si parla della guerra la FARDC (esercito congolese) contro l’AFC-M23 sostenuto dall’esercito ruandese.

Voglio condividere un brutto ricordo dell’infanzia. Nel 1996 quando è iniziata questa guerra detta di liberazione, avevo 7 anni. Mio fratello maggiore venne a prendermi di corsa a scuola. Subito dopo l’uscita dal cortile, la bomba cadde su una delle aule. Tanti dei miei colleghi ed insegnanti ci hanno perso la vita. Dopo due giorni di intensa battaglia a Bukavu, siamo fuggiti come altre famiglie senza sapere verso quale destinazione! Era orribile camminare sui corpi senza vita, tanti cadevano davanti e dietro a te e non ci capivi più niente, perché eri solo un bambino vittima e impaurito dalle detonazione di armi e bombe

Per fare la guerra ci vogliono soldi e munizioni cioè un enorme finanziamento.

Domanda: chi è dietro a chi? Chi sostiene chi? Perché?
Risparmiamoci dei dettagli di questa guerra quanto problematica e complessa. Notiamo solo una grande complicità e corruzione a scapito del popolo congolese. Si condanna soprattutto la corruzione dell’élite congolese che affonda ancora di più la situazione nella miseria. Da oltre 30 anni nella Repubblica Democratica del Congo manca un leader, un patriota nazionalista per risanare il Paese e mettere fine alla conquista delle terre e allo sfruttamento illegale delle sue risorse naturali (materie prime strategiche tra cui il Coltan necessario per l’industria tecnologica, nucleare e militare).

Chi sostiene L’AFC-M23? e chi fornisce le armi ai ribelli e terroristi?
Come spiegare il fatto che un terrorista che vive sperduto nella foresta possieda le munizioni di ultima generazione? che nemmeno un esercito legale possiede compresi i soldati dell’ONU? Per la prima volta nel Nord-kivu a Goma, i ribelli hanno usato l’arma di distruzione massiva e non adatta al luogo. Confermo quindi che i ribelli sono sostenuti dal Ruanda.

Chi c’è dietro al Ruanda?
Nel febbraio del 2024, l’Unione Europea ha firmato col Ruanda un accordo di cooperazione per la fornitura di materie prime strategiche, in particolare il Coltan, minerale che non è nemmeno presente in Ruanda. In questo senso l’Unione Europea avrebbe dato il suo ok al Ruanda per legalizzare lo sfruttamento illegale delle miniere della R.D.Congo? Tutto questo a costo di vite umane. Ora si capisce perché questi minerali presenti nei nostri cellulari vengono chiamati minerali di sangue.

Secondo alcuni esperti, da quando il M23 occupa la parte Est della R.D. del Congo – a partire di Bunagana – ormai 3 anni, il Ruanda ha considerevolmente aumentato la sua fornitura in queste materie. Questa è dunque una guerra economica per procura che si fa purtroppo a scapito del popolo congolaise.

Il Ruanda è solo come un albero che nasconde la foresta, la vetta di un iceberg. Un noto professore camerunense -Flanklin Nyamsi-che è un grande analista politico – specialista panafricano nelle cause africane ed occidentali, ha detto a proposito: “il Ruanda è solo un satellite dell’imperialismo e di neocolonialismo occidentale in Africa. Il presidente Kagame è il Żeleński dell’Europa e il Netanyahu dell’Asia”

Dalle analisi di esperti internazionali, i primi partner -alleati- finanziari sono: gli Stati Uniti, la Francia e l’Inghilterra. Non si limitano ai soli finanziamenti di progetti in Ruanda ma sostegno una cooperazione militare fornendo anche le munizioni.

Negli ultimi incontri straordinari delle Nazioni Unite, nessuno di questi alleati ha rinunciato a continuare a finanziare il Ruanda nonostante sia chiaro a tutti la gravità della problematica del Congo. Tutti, compresi altri paesi dell’Unione Europea si sono limitati alle semplice condanna verbale senza nessuna sanzione né alcuna azione concreta per fermare questa guerra.

Dunque c’è l’indifferenza e il silenzio totale davanti alla sofferenza del popolo congolese. È una complicità che uccide!

Secondo il rapporto degli esperti delle Nazioni Unite, sono presenti attualmente più di 4.000 soldati ruandesi sul suolo congolese. Stranamente, il presidente Paul Kagame ha negato nella sua ultima intervista di essere a conoscenza di questo eppure nelle negoziazioni di Luanda – Angola che fa la mediazione in questo conflitto, la delegazione del Ruanda è riconosciuto con questi dati di realtà.

Il prossimo 8 febbraio 2025 a Dar-Es-Salaam in Tanzania si prepara un incontro straordinario dell’EAC e SADC, si pretende la partecipazione dei presidenti di questi due paesi in conflitto per cercare soluzioni politiche e diplomatiche alla crisi.

Condanniamo ancora con forza la passività, la complicità e la corruzione dietro a questo conflitto: prima da parte della classe politica congolese e ruandese, poi dai paesi confinanti come l’Uganda e infine, da parte di tutte le forze esterne che vi contribuiscono.

Come disarmare le parole - riflessioni sulla pace da p. Mauro - Società Missioni Africane

Viva la pace nel mondo.

 


I miliziani dell’M23 conquistano l’aeroporto di Bukavu, nel Sud Kivu

Il 14 febbraio il gruppo ribelle M23, sostenuto dal Ruanda, ha conquistato l’aeroporto di Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc).

Dopo aver assunto il controllo di Goma, capoluogo della vicina provincia del Nord Kivu, con un’offensiva lampo alla fine di gennaio, i miliziani dell’M23 (Movimento 23 marzo) hanno proseguito la loro offensiva.

Secondo fonti della sicurezza, i miliziani sono entrati nella località di Kavumu, dove si trova l’aeroporto, a circa trenta chilometri da Bukavu, quasi senza incontrare resistenza. (continua a leggere su Internazionale)

A Bukavu, la situazione peggiora sempre di più, purtroppo! (da Pacifique marzo 2025)

A Bukavu, Goma ed altri territori controllati dai ribelli di AFC-M23, ci sono 2 problemi maggiori:
L’insicurezza totale e Economia bloccata.

1) Insicurezza

a Bukavu come a Goma, le persone muoiono giorno e notte.
Il fatto che dopo la caduta di queste città, i carceri sono stati svuotati. Prigionieri scappati. Tutti i delinquenti sono ora armati, di conseguenza la notte operano. Vanno a rubare nelle case, uccidono e a volte stuprano. Mettono anche delle barriere in alcuni quartieri per rubare i passanti. Purtroppo la stessa cosa si verifica anche da parte di ribelli. Per esempio, a Bukavu un ribelle è stato arrestato dalla gente mentre stuprava una ragazzina di 14 anni. A Goma, sono intrati negli ospedali e hanno portato via militari in convalescenza e alcuni medici. Senza parlare di altre esazioni e arrestazioni senza motivo di gente innocenti soltanto perché non sono d’accordo con la loro ideologia.
A Bukavu, ogni giorno sparano a caso sulla gente.

Nei luoghi conquistati ci sono pochissimi soldati ribelli per mantenere la sicurezza perché sono ancora concentrati a conquistare altri territori, quindi la maggior parte è in campo di battaglia. Non c’è neppure una polizia. i 1200 poliziotti di Bukavu che si sono riportati ai ribelli e portati nel campo di Rumangabo nel Nord-kivu per una formazione ideologica quasi un mese e non sono ancora tornati via, e nessuno ha le loro notizie, neanche i famigliari. Sembra che li abbiamo portati per combattere come soldati sul campo di battaglia.

2) Economia scarsa L’ecomia del Kivu è fondata sul commercio: peccole e medie aziende. Tra cui tanti sono di piccoli commercianti per la sopravvivenza familiare.

Già che quasi tutto è stato rubato durante la caduta di Goma e Bukavu, nessuna banca funziona a Bukavu e Goma. Tante persone lavorano con Prestiti bancari. Quindi tante persone oggi sono senza lavoro. Si nota anche la mancanza, nonché la circolazione di soldi. I villaggi – agricoltori – non producono niente a causa della guerra. Le scorte alimentari si stanno esaurendo. Le città occupate sono quasi tagliate dal resto del paese. Non ci sono entrate né uscite.
Questa situazione crea fame ed incubo.

C’è però una grande complicità con il Ruanda. Anche su questo punto economico Ruanda ne approfitta per vendere i suoi prodotti ad un costo colossale.

Infatti, il Congo aveva già chiuso le sue frontiere con il Ruanda. Però da quando sono arrivati i ribelli tutto è stato aperto. Hanno fatto entrare i così detti rifugiati congolesi in Ruanda, che vivono lì da più di 15-20 anni. Tanti non parlano neanche una lingua del Congo, solo il kinyaruanda e forse non si riconoscono come congolesi.
Domanda: dove andranno a vivere in Congo e come?
Questa è un’altra dimensione della guerra di occupazione delle terre del Congo.

Tra ribelli di AFC-M23 e il Ruanda c’è una corrispondenza a vicenda non soltanto del traffico umano ma anche e soprattutto di beni. Oggi a Bukavu e Goma si intravedono gli elicotteri che volano dal Ruanda e viceversa, violando lo spazio aereo del Congo. Non si sa però cosa portano e cosa prendono.

A Bukavu e a Goma c’è già un’amministrazione dei ribelli, cominciando ai capi di quartieri. Stanno praticamente sostituendo l’amministrazione congolese con quelli che corrispondono alla loro ideologia.
Cosa grave alcune persone nominate alle alte funzioni a Goma, le si vedono dopo in Ruanda facendo una campagna di odio e di occupazione del Congo. Ad esempio, uno nominato al posto di Vice- Governatore a Goma, ha dichiarato durante un meeting in Ruanda: “… giovan, cosa state ancora facendo qui a sedersi a Kigali. Non sapete che abbiamo già preso Goma e Bukavu? Alzatevi e andiamo a finire il lavoro, togliamo tutta la spazzatura (riferendosi ai congolesi)”. -C’è un video!!!

Comunque, tra le ultime notizie sembra che il governo congolese abbia accettato di dialogare con i ribelli tramite la mediazione di Angola a Luanda (la capitale). Il primo incontro è pianificato per il 18 marzo 2025.

Dunque, a Bukavu e Goma niente va avanti. C’è solo morte e fame.
Purtroppo le problematiche sono tantissime, non posso essere esaustivo.

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